Ultimissime sulle Pensioni: con la Totalizzazione Internazionale non perdi i contributi versati all’estero

Ultimissime sulle Pensioni: con la Totalizzazione Internazionale non perdi i contributi versati all’estero

La Totalizzazione Internazionale rappresenta la possibilità per i lavoratori di sommare, ai soli fini dell’accertamento del diritto alla Pensione, i periodi assicurativi italiani ed esteri maturati in Paesi dell’Unione Europea e in Paesi extra UE convenzionati. La Totalizzazione Internazionale non comporta il trasferimento dei contributi da uno Stato all’altro ma consente di utilizzare i contributi maturati all’estero dove il lavoratore, dipendente o autonomo, ha svolto dei periodi di lavoro, in Paesi convenzionati con l’Italia, per il fine unico del raggiungimento del diritto alla Pensione.

Ultimissime sulle Pensioni: come funziona la Totalizzazione Internazionale dei contributi

La Totalizzazione Internazionale opera a condizione che i periodi in questione non risultino coincidenti dal punto di vista temporale e che i contributi accreditati per ogni singolo Stato estero siano superiori ad un anno.

È molto importante la Totalizzazione Internazionale perché consente al lavoratore che ha svolto attività lavorativa all’estero, di guadagnare il diritto alla Pensione anche se non ha raggiunto in nessun Paese dove ha lavorato, i requisiti minimi contributivi per richiederla.

Ultimissime sulle Pensioni: quali sono i requisiti per ottenere la Pensione attraverso la Totalizzazione Internazionale

Per ottenere il diritto alla Pensione attraverso la Totalizzazione Internazionale dei contributi, valgono le stesse regole previste per la Pensione di Vecchiaia o per la Pensione Anticipata che sono state stabilite dalla Legge Fornero e quindi 66 anni e 7 mesi di età anagrafica e 20 anni di contributi versati oppure 42 anni e 10 mesi di contributi versati indipendentemente dall’età anagrafica. Le regole previste sono le medesime.

Ultime notizie Pensioni: come si calcola la Pensione attraverso la Totalizzazione Internazionale

Per capire di quanto sarà l’importo dell’assegno pensionistico, è indispensabile calcolare precisamente quanti contributi sono stati versati in Italia e quanti all’estero, tenendo conto di ogni Paese dove il Pensionato ha prestato la propria attività lavorativa. Ogni ente pensionistico di questi Paesi dovrà liquidare un assegno in base agli anni di contribuzione maturati secondo le regole di quel Paese. La domanda per la Pensione deve essere presentata nel Paese dove l’interessato ha lavorato per ultimo e sarà sempre questo Paese ad essere competente per l’istruzione del procedimento pensionistico anche nei confronti degli altri Paesi. La prestazione previdenziale viene pagata pro quota da ciascuno degli Stati presso i quali il Pensionato ha lavorato e possono essere uno o più Stati dell’Unione Europea, o Paesi in cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale e previdenziale come ad esempio l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia, la Svizzera ma anche l’Argentina, l’Australia, la Bosnia Erzegovina, il Brasile, il Canada, la ex Jugoslavia, Israele, la Macedonia, il Messico, il Principato di Monaco, Capo Verde, la Corea, la Croazia, San Marino, il Vaticano, la Tunisia, gli Stati Uniti, l’Uruguay e il Venezuela.

Nel caso in cui il lavoratore abbia svolto attività lavorativa in un Paese estero non convenzionato con l’Italia, potrà maturare la Pensione solamente in base alle regole vigenti in quel Paese. In un secondo momento potrà richiedere il riscatto oneroso per far valere quel periodo di lavoro ai fini del diritto alla Pensione contributiva in Italia.

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