Eutanasia: la buona morte

Eutanasia: la buona morte

Buongiorno Gruppo Pensionati! In questi giorni su tutti i telegiornali si sta discutendo su temi inerenti all’Eutanasia. Andiamo a vedere insieme nello specifico di cosa si tratta.

Cosa si intende per Eutanasia?

L’Eutanasia in greco antico significa letteralmente “buona morte”. Oggi con il termine Eutanasia si definisce l’intervento medico volto a procurare intenzionalmente la morte di una persona con una qualità di vita permanentemente compromessa a causa di una malattia, di una menomazione o da una condizione psichica.

L’Eutanasia può essere:

  • -Attiva diretta: quando il decesso della persona è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte, per esempio tramite sostanze tossiche;
  • -Attiva indiretta: quando il decesso della persona è provocato tramite l’impiego di mezzi per alleviare la sofferenza, ad esempio l’uso della morfina, che hanno come effetto secondario la diminuzione dei tempi di vita;
  • -Passiva: quando il decesso della persona è provocato dall’interruzione o dall’omissione di un trattamento medico necessario alla sopravvivenza della persona stessa, ad esempio la nutrizione e l’idratazione artificiale;
  • -Volontaria: quando il decesso della persona è stato richiesto esplicitamente dalla persona stessa, in grado di intendere e di volere, tramite il cosiddetto testamento biologico (il documento legale redatto da una persona per specificare in anticipo i trattamenti sanitari da intraprendere nel caso di una propria ed eventuale impossibilità a comunicare direttamente a causa di una malattia o incapacità);
  • -Non volontaria: quando il decesso della persona non è stato richiesto dalla persona stessa ma da un soggetto terzo designato, come ad esempio nei casi di eutanasia infantile o di disabilità mentale quindi nei soggetti non consenzienti o nei soggetti che non hanno ancora raggiunto un livello di maturità tale da poter esprimere un pieno consenso;
  • -Involontaria: quando il decesso della persona non è stato richiesto dalla persona stessa e viene praticata contro la sua volontà;
  • -Suicidio assistito: quando l’aiuto medico e amministrativo viene portato alla persona che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione di sostanze.

Eutanasia: cosa dice la Legge

L’Eutanasia in Italia è vietata per Legge in qualsiasi forma e chi la sostiene rischia l’incriminazione per omicidio volontario o, nel caso di cui si riesce a dimostrare la volontà del malato, di omicidio consenziente con pene dai 6 ai 15 anni di reclusione. Nel caso invece di suicidio assistito può essere applicato l’Art. 580 sull’istigazione al suicido con pene fino ai 12 anni di reclusione.

Proprio a causa di queste restrizioni sono sempre di più gli italiani che vanno a morire all’estero. Un trend purtroppo che negli ultimi anni sta aumentando: nel 2015 sono partiti per la Svizzera (senza fare ritorno) 50 persone, nel 2016 sono partiti in 49 e nel 2017 sono stati 67. Sempre più persone sono costrette a partire per andare a morire in esilio lontano dagli affetti più cari. È quanto è stato dichiarato dall’Associazione Exit Italia, un’associazione con sede in Svizzera (l’unico Paese che accetta anche gli stranieri), nata con lo scopo principale di poter assistere tutti i cittadini affetti da patologie gravi ed irreversibili per garantire a queste persone tutte le cure palliative necessarie ed eventualmente assisterli ed accompagnarli nella morte volontaria assistita secondo le norme vigenti in Svizzera. Cliccando qui potete trovare tutti i casi che più hanno fatto discutere in Italia: persone affette da gravi patologie irreversibili, clinicamente accertate e senza più possibilità di guarigione, che hanno deciso di andare a morire in Svizzera, in modo umano, dignitoso e senza prolungare inutili ed atroci sofferenze.

Testamento Biologico: cosa dice la Legge

Il 14 Dicembre 2017, dopo mesi di blocchi e rimpalli, dure critiche e contestazioni, è stato approvato in via definitiva la Legge sul testamento biologico “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”. Il Senato ha votato a favore con una maggioranza trasversale: 180 si, 71 no, 6 astenuti, applausi e commozione in aula. Anche associazioni e comitati hanno esultato parlando di scelta dovuta e di civiltà.

Attraverso il testamento biologico, ossia, come abbiamo anticipato prima, il documento legale redatto da una persona per specificare in anticipo i trattamenti sanitari da intraprendere nel caso di una propria ed eventuale impossibilità a comunicare direttamente a causa di una malattia o incapacità, il malato ha il diritto di stabilire anticipatamente le sue volontà e di scegliere il tipo di assistenza sanitaria. Attraverso il consenso informato si promuove la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico e sempre il paziente può decidere se coinvolgere i familiari, il partner nell’unione civile o un’altra persona di fiducia. Cliccando qui potete trovare la norma pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale con tutti i dettagli. Nello specifico la Legge prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se manca l’adesione libera e consapevole della persona interessata.

 

E Voi, cari Pensionati cosa ne pensate? Siete pro o contro l’Eutanasia? Condividete nei commenti qui sotto la vostra opinione.

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