Aggiornamento Pensioni di Reversibilità: tutte le novità per il 2020

Aggiornamento Pensioni di Reversibilità: tutte le novità per il 2020

La Pensione di Reversibilità, detta anche Pensione ai Superstiti, è una prestazione economica erogata a domanda dall’Inps è che viene riconosciuta ad alcuni familiari del lavoratore o del Pensionato deceduto iscritto presso una delle gestioni Inps. Andiamo a vedere insieme come può essere erogata la Pensione ai Superstiti, a chi è destinata e in quale percentuale.

Aggiornamento Pensioni di Reversibilità: a chi sono rivolte e come possono essere erogate

La Pensione ai Superstiti può essere erogata attraverso la Pensione di Reversibilità se il defunto percepiva già la Pensione di Vecchiaia, la Pensione Anticipata, la Pensione di Inabilità al Lavoro o la Pensione di Invalidità. Se il defunto non era ancora titolare di una Pensione ma era ancora occupato in un’attività lavorativa, non aveva raggiunto il diritto alla Pensione ma aveva versato almeno 15 anni di contributi (o almeno 5 anni di contributi di cui 3 nei cinque mesi precedenti al decesso) la Pensione ai Superstiti in questo caso può essere erogata attraverso una Pensione indiretta. Non tutti i familiari però hanno il diritto di ricevere questa Pensione: è necessario che si verifichino alcune condizioni e che siano soddisfatti determinati requisiti.

La Pensione di Reversibilità è destinata ai familiari del lavoratore o del Pensionato deceduto, in particolare:

  • -Il coniuge: i destinatari della Pensione ai Superstiti sono i familiari più prossimi e quindi il coniuge. Il diritto alla Pensione di Reversibilità per la moglie o per il marito è automatico. In caso di separazione, la Pensione di Reversibilità spetta al coniuge soltanto se risulta titolare di un assegno di mantenimento stabilito dal Tribunale. Anche il coniuge divorziato ne ha diritto ma solamente se non si è risposato. Se si è risposato invece ha diritto ad un assegno pari a due annualità, tredicesima compresa, della quota della Pensione che percepiva il coniuge defunto ma non ha diritto a ricevere la Pensione di Reversibilità. Nel caso di divorzio, se anche il defunto si fosse risposato, sarà compito del Tribunale decidere le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato. La Legge del 20 Maggio 2016 ha esteso il diritto a ricevere la Pensione di Reversibilità anche in caso di unione civile;
  • -I figli: se non è presente la figura del coniuge, la Pensione di Reversibilità può essere erogata ai figli del deceduto senza alcuna differenza tra figli legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti, giudizialmente dichiarati o nati da un precedente matrimonio dell’altro coniuge. La Pensione di Reversibilità può essere erogata ai figli minori, ai figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni che ancora studiano, i figli a carico del genitore senza lavoro ma solamente fino ai 26 anni d’età, ed infine i figli inabili al lavoro senza limiti d’età. Quando i figli inizieranno il loro percorso lavorativo con un loro introito, l’Inps sospenderà la Pensione di Reversibilità;
  • -Genitori: se non è presente nemmeno la figura di un figlio, la Pensione di Reversibilità può essere erogata ai genitori del lavoratore deceduto, purché abbiano almeno 65 anni d’età, non siano titolari diretti di Pensione e risultino a carico del figlio deceduto;
  • -Fratelli e Sorelle: se nemmeno i genitori sono presenti, la Pensione di Reversibilità può essere erogata ai fratelli e alle sorelle del lavoratore o del Pensionato deceduto, purché non siano sposati, risultino inabili al lavoro e senza Pensione diretta.

Aggiornamento Pensioni di Reversibilità: a chi sono rivolte e in quali percentuali

L’importo della Pensione di Reversibilità dipende dalle quote percentuali della Pensione del deceduto, che sono stabilite per Legge. Per determinare l’importo della Pensione di Reversibilità che vi spetta vi basterà conoscere le aliquote di reversibilità e calcolare quanto di seguito:

  • -il 60% per il coniuge senza figli;
  • -l’80% per il coniuge con un figlio;
  • -il 100% per il coniuge con due o più figli;
  • -il 70% nel caso di un figlio;
  • -l’80% nel caso di due figli;
  • -il 100% nel caso di tre o più figli;
  • -il 15% nel caso di un genitore;
  • -il 30% nel caso di due genitori;
  • -il 15% nel caso di un fratello o sorella;
  • -il 30% nel caso di due fratelli o sorelle;
  • -il 45% nel caso di tre fratelli o sorelle;
  • -il 60% per quattro fratelli o sorelle;
  • -il 75% nel caso di cinque fratelli o sorelle;
  • -il 90% per sei fratelli o sorelle;
  • -il 100% nel caso di sette fratelli o sorelle.

Ricordiamo che i limiti di reddito variano ogni anno perché si basano sull’ammontare del trattamento minimo di Pensione. Il limite stabilito per il 2019 per l’integrazione al trattamento minimo è pari a 513,01 Euro mensili. È prevista una riduzione dell’importo della Pensione di Reversibilità che può variare dal 25% al 50% se il beneficiario possiede altri redditi.

Aggiornamento Pensioni di Reversibilità: come inoltrare la domanda

La domanda per avere alla Pensione di Reversibilità può essere presentata attraverso una delle seguenti modalità:

  • -Online sul Sito Web Inps: attraverso la sezione dedicata al Cittadino, muniti di codice fiscale e Pin dispositivo rilasciato dall’Inps stesso;
  • -Contact Center: telefonando al Numero Verde gratuito da rete fissa 803-164 oppure il numero fisso a pagamento da rete mobile (la tariffa verrà applicata in base al vostro operatore telefonico) 06-164-164;
  • -Enti di patronato, Caf, Sindacati e tutti gli intermediari convenzionati con l’Inps: recandosi presso una loro sede ed inoltrando la richiesta telematicamente con il loro supporto.

La domanda deve essere redatta su un apposito modulo chiamato “Pensione Reversibilità S01” allegando il certificato di morte, il certificato di matrimonio, la dichiarazione sostitutiva stato di famiglia alla data del decesso, la dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta e la dichiarazione del reddito.

La decorrenza della Pensione di Reversibilità viene erogata dal mese successivo a quello della morte del lavoratore o del pensionato, anche nel caso in cui la domanda sia stata presentata in ritardo.

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