Crisi Governo: possibili date per le elezioni anticipate

Crisi di Governo: possibili date per le elezioni anticipate

La crisi di Governo in corso sembra avere come unica soluzione il voto anticipato. I Partiti non chiedono un Governo tecnico ma di andare alle urne e interpellare il popolo Italiano.

Quando si potrebbe andare al voto

Per andare al voto ci sono dei tempi tecnici da rispettare. La Legge dice che dalla data effettiva di scioglimento delle Camere alla data delle votazioni devono passare almeno 45 giorni. Inoltre avviare le procedure per consentire agli Italiani all’estero di votare, di fatto servono circa due mesi.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini chiede di andare al voto già ad Ottobre. Ad Ottobre potrebbero esserci tre finestre disponibili. Sciolte le Camere si potrebbe andare al voto già Domenica 13 Ottobre, oppure successivamente il 20 o il 27 Ottobre. Questo è quello che si augura Salvini ma per decidere di andare al voto il Presidente della Repubblica deve sciogliere le Camere con un Decreto, Decreto che deve essere firmato anche dal Presidente del Consiglio.

Quali sono gli ostacoli al voto anticipato

Anche il Movimento 5 Stelle non sembra restio a portare gli Italiani alle urne ma prima di andare al voto anticipato chiede alla Camera e al Senato una Legge per tagliare il numero dei Parlamentari. In questo modo però i tempi potrebbero allungarsi.

L’ultima finestra di quest’anno per andare al voto è Domenica 27 Ottobre ma c’è la nuova Legge di Bilancio alle porte e questo significa dover rimandare il voto nei primi mesi del 2020.

Inoltre c’è la sessione di bilancio che comincia proprio ad Ottobre e l’Italia deve presentare all’Unione Europea una bozza entro il 15 Ottobre.

Difficile dire quindi se si potrà andare al voto già ad Ottobre.

Consultazioni in corso al Colle

Dopo che il premier Giuseppe Conte ha ufficializzato ieri le sue dimissioni davanti al Capo dello Stato, oggi alle 16.00 sono iniziate le consultazioni al Colle. Sergio Mattarella sta vedendo i vari esponenti delle forze politiche e cercherà di capire se ci sono le basi (avvalorate dai numeri) per sostenere una nuova maggioranza o se è maggioritaria la volontà dei vari Partiti di andare ad elezioni anticipate.

Da quanto appreso finora dal Quirinale, non sarà il Presidente della Repubblica a convincere i Partiti a stringersi in nuove alleanze per cercare una maggioranza. I Partiti che si presenteranno per guidare il Paese dovranno proporre un progetto serio e soprattutto stabile per il bene del Paese. In alternativa, ed è la possibilità più credibile al momento, è la formazione di un Governo tecnico che porti alle elezioni nel giro di pochi mesi. Attendiamo quindi la decisione di Mattarella.

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